NIST – commento sulle FAQ – dispositivi a taglio termico

Il 30 Agosto 2006, un ente sovvenzionato dai contribuenti americani, conosciuto come “National Institute of Standards and Technology” (NIST) pubblica delle risposte a cio che ha ritenuto: “domande richieste frequentemete” (1) nei riguardi della distruzione del World Trade Center ,edificio 1, 2 e 7 (2).

Citerò brevemente ed esaminerò alcune delle 12 domande sollevate dall’istituto in questione.

Quelle esaminate sono in grassetto.

NIST domanda 12:

  1. L’investigazione del NIST ha cercato elementi di prova che le torri WTC siano state abbattute con delle demolizioni controllate? L’acciaio è stato testato per trovare residui di esplosivi o thermite? La combinazione di thermite e zolfo [chiamato thermate] “taglia l’acciaio come un coltello caldo attraversa il burro.

  2. Il NIST non ha eseguito test per cercare tracce di questi composti nell’acciaio.

Il NIST ha concluso che non vi erano esplosivi e che una demolizione controllata non aveva coinvolto il crollo delle torri del WTC, e le domande 2, 4, 5 e 11 mostrano il perchè.

Inoltre, una gran quantità di Thermite (una mistura in polvere o granulare d’alluminio e polvere di ossido di ferro, che quando accesa brucia ad alte temperature ) o un’altro composto incendiario sarebbe dovuto esser stato piazzato, almeno, sulle colonne danneggiate dall’impatto degli aerei, così che l’indebolimento degli incendi successivi sia in grado di portar giù la torre.

La Thermite, in relazione ai materiali esplosivi brucia lentamente, e per il taglio di una sezione massiccia d’acciaio può richiedere diversi minuti, il riscaldamento avrebbe come risultato un sostanziale indebolimento.

All’infuori dell’investigazione del NIST:

I ricercatori dello stesso stimarono che almeno 0.13 libre (60 grammi circa) di Thermite sarebbe richiesta per scaldare ogni libra di una sezione d’acciaio a 700 c° (temperatura in cui si ha un indebolimento sostanziale).

Pertanto, sebbene una reazione di thermite può tagliare l’acciaio di colonne di grandi dimensioni
, ci sarebbe bisogno di piazzare senza dare nell’occhio, molte migliaia di tonnellate di thermite , in qualche modo tenuta a diretto contatto con la superficie di centinaia di massicce componenti strutturali, per poi detonarla da remoto ed indebolire l’edificio. Questo rende tale sostanza improbabile per raggiungere una demolizione controllata.(3)

L’analisi dell’acciao del WTC per gli elementi in thermite/thermate non sarebbe stata conclusiva. I composti di metallo sono presenti nei materiali da costruzione che compongono le torri del WTC , e lo zolfo è presente nei pannelli di rivestimento a base di gesso, che è stato prevalente nei tramezzi interni.

Nella domanda numero 12 il NIST afferma che: “la thermite brucia lentamente rispetto i materiali esplosivi e può richiedere diversi minuti a contatto con la sezione di una massa d’acciaio per apportare abbastanza calore da innalzare la temperatura tanto da portare un indebolimento sostanziale”.(4)

Ora, tenete presente che il NIST non ha certamente testato i campioni d’acciaio del WTC per rilevarne la presenza di “esplosivi o residui di Thermite. (5) “Pertanto, la risposta del NIST sembra più una risposta retorica ad una serie ipotetica di fatti riguardanti l’uso di thermite.

Così, io riguarderò l’uso della Thermite in termini ipotetici.., in quanto sono gli scienziati a dover verificare il materiale (nella misura in cui esiste ancora) per ritrovare tali sostanze. Sono gli scienziati che devono esaminare ed interpretare i dati.



Sopra: Sezione Trasversale, Apparecchio di taglio lineare a Thermite; US Patent 6.183.659.

La parola utilizzata dal NIST nella risposta alla domanda n. 12 in materia di
“Durata per il taglio” è “può”.

Il NIST afferma che la Thermite “può” (6) “richiedere diversi minuti a contatto con una massiccia sezione d’acciaio per riscaldarlo ad una temperatura tale da portare ad un indebolimento sostanziale”.

In realtà, alla Thermite è possibile tagliare attraverso un materiale strutturale in acciaio di destinazione in meno di un secondo .(7)
Inoltre, ci sono almeno due dispositivi che hanno la capacità di tagliare l’acciaio
nel giro di poche frazioni di secondo.(8)


Sopra: “Applicazione a gruppo;” Dispositivo di taglio lineare a Thermite; US Patent 6183569 (9)

Sopra: Apparato di taglio a Thermite; US Patent Application No. 2006/0266204.

Successivamente, gli ipotizzatori del NIST, affermarono che la Thermite avrebbe “bisogno di rimanere in qualche modo a contatto “con il materiale di destinazione (in questo caso, ci stiamo riferimendo agli acciai strutturali). Ecco le loro parole “need to have been.” “necessariamente essere stato..”.

Il NIST sostiene che la thermite deve esser tenuta a contatto diretto con l’acciaio strutturale, in modo che essa possa fonderlo.(10)


Sopra: Una vista obliqua di “un taglio tipicamente allungato” o “un taglio lineare” che possono essere effettuati da un dispositivo di taglio a Thermite, come rappresentato. (11)

La Thermite ha bisogno di esser tenuta a contatto diretto con l’acciaio strutturale, affinché essa possa reagire e tagliare attraverso il materiale di destinazione?

No. Al contrario, un apparato sviluppato nel periodo 1999-2001 prevede in realtà che l’ugello di un apparacchio a taglio lineare di Thermite possa essere ad una “distanza controllata “, (la distanza dal materiale di destinazione).

Il termine “stand-off (rimanere a distanza)” è garantito da un beccuccio allungato generalmente posizionato in maniera adiacente “il materiale da tagliare.(12) “Il termine “generalmente adiacente” è ulteriormente definito da un ugello da circa 1/16 pollici a ¼ pollici di distanza dal materiale (a seconda dello spessore del materiale da tagliare). (13) Inoltre, il “In qualche modo tenuto” della dichiarazione del NIST , è prontamente trattato nei vari brevetti disponibili. (14)

La facilità con cui tali dispositivi posson esser collegati ad una superficie di riferimento è del tutto evidente, e può essere compiuta in vari modi (convenzionali) .(15)


Sopra: Fotografia di un apparecchio di taglio a Thermite; US Patent 6183569 (6 febbraio 2001). Illustrazione di “un’applicazione a gruppo”.

Il NIST pone anche il problema della collocazione poco appariscente. Il NIST afferma che l’inserimento ipotetico di tali dispositivi incendiari non sarebbe possibile. Anche se il problema del comportamento discreto, non è una
questione scientifica.., i brevetti suggeriscono vari “alloggiamenti” per una facilità di implementazione . (16)

Il NIST afferma successivamente che l’accensione dell’apparecchio sarebbe, con tutta probabilità, eseguita da remoto.
La supposizione del NIST riguardante la detonazione da remoto è corretta e pare che diverse
illustrazioni di dispositivi a taglio lineare a Thermite fanno fronte alle preoccupazioni del NIST.

Per esempio, il dispositivo brevettato nel Febbraio 2001 indica che detonatori convenzionali
(da “Pyrofuse Corporation in mt. Vernon, N.Y. “) possono essere utilizzati per l’attivazione di tali apparecchiature, e possono essere
attivati da remoto. (17)

Così come si può vedere, il NIST (nello sforzo evidente di “sfatare” alcune domande relative il disastro del WTC) ha creato un’attenzione mistica ed inutile intorno a dati e tecnologie, (della quale la gran parte sono state disponibili da oltre la metà di un decennio).

Piuttosto che respingere tali dati, il NIST dovrebbe testare i campioni d’acciaio a disposizione per i residui di Thermite ed altre sostanze anomale.

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(1) Il National Institute of Standards and Technology (NIST) Edifici federali e sicurezza dal fuoco. Indagine sul disastro del World Trade Center , le risposte alle domande più frequenti: http://wtc.nist.gov/pubs/factsheets/faqs_8_2006.htm (ultima modifica, 28 Gennaio 2008).

(2) Id.

(3) Id.

(4) Id.

(5) Id.

(6) Id.

(7) Intervista con il rappresentante della Spectre Corporation (la società cessionaria per il 1999 —
2001 ha brevettato un dispositivo che fa utilizzo di Thermite a taglio lineare ,US Patent 6.183.569 (6 febbraio 2001). Spectre Corporation ha testato il dispositivo su vari target di materiale di riferimento. Il tempo di taglio è stato tra i 4 (quattro punti), e i 2 (due) secondi per una trave a I . Il numero di “dispositivi di taglio” necessari per una trave a I di prova sono stati 3 ( “a gruppo”). Questi sono stati poi allegati alla trave a I, o, con un semplice “supporto” o un “raro magnete.” US Patent Application 20060266204 (domanda pubblicata il 30 novembre 2006), afferma inoltre che l’apparecchio della carica a Thermite lineare deve essere utilizzato per la “Demolizione di strutture, edifici in cemento armato (travi ad I in cemento); ponti in acciaio, scafi d’acciaio (navi per le missioni di salvataggio e su target ostili); ed in genere per la rimozione del cemento” il getto di Thermite taglia attraverso ½ (uno e mezzo) pollici (1,27cm) d’acciaio di spessore “in meno di un secondo.”

(8) Cfr. ibidem. Inoltre, uno di questi prodotti di taglio lineare è stato brevettato nel febbraio 2001 (cfr., US Patent 6183569 (6 febbraio 2001). L’applicazione sul suddetto brevetto è stato depositato nel 1999. Il dispositivo, noto come “Torcia di taglio e metodi associati” (“Cutting Torch and Associated Methods”) incorpora un ugello montato su una carica di Thermite a taglio lineare al fine di “ridurre sostanzialmente lo spessore del materiale” con un’esteso “taglio lineare di un pezzo di materiale”. “Inoltre, un’altra illustrazione su “US Patent Application
20060266204” ribadisce gli obiettivi del dispositivo 1999-2001 e afferma che i tempi “previsti
per la penetrazione del materiale è tipicamente dell’ordine dei centinaia di millisecondi. “Notare che
secondo la dichiarazione di James E. Rogan, Sottosegretario di Commercio per la propietà intellettuale e direttore della “United States Patent and Trademark Office” prima sottocommissione sui tribunali, di Internet e della proprietà intellettuale in merito alla magistratura “House of Representatives”, 18 luglio 2002, http://www.uspto.gov/web/offices/com/speeches/speech2002jul18.htm (visitato il 23 dicembre 2006), “… I tassi di pendenza dei brevetti negli Stati Uniti, ora è in media di oltre due anni, e senza cambiamenti significativi per il nostro metodo di applicazioni di elaborazione dei dati risulta pendente presto nel raggiungere tre-quattro anni. L’arretrato di domande di brevetto acritico continua a crescere”.

(9) Cfr., US Patent n. 6.183.569 (6 febbraio 2001), dove si afferma che l’applicazione “a gruppo”, “ganged”
l’illustrazione prevede “un relativamente più lungo e più sostenuto effetto del taglio lineare, [e] è
realizzato mediante l’uso di alloggiamenti individuali accopiati consecutivamente”.

(10) I. nota Sopra

(11) Cfr., US Patent Application No. 20060266204 (domanda pubblicata il 30 novembre 2006) per i disegni di riferimento. L’applicazione provvisoria, è stata concessa l’8 marzo 2005, e di ricerca iniziale avviata in precedenza. Inoltre, il brevetto 1999-2001 per un disposidivo di Thermite a taglio lineare cita US Patent No. 4815384 (28 marzo 1989), che ha cercato “per evitare la formazione di un profilo di taglio a “dente di sega” su una superficie di lavoro di destinazione si è agito sul dispositivo discusso nel brevetto. Vedere Inoltre, http://www.911scholars.org/Media/Jones_ppt/LAJun24_Jones.pdf , dove il professor Steven Jones ha mostrato una foto del profilo dei “denti” visto che ci si potrebbe aspettare di vederlo “dal taglio di Thermite” . “Vedi anche, la foto degli acciai strutturali da un parco memoriale, come riferimento nella presentazione del professor Jones ‘: http://www.911scholars.org/Media/Jones_ppt/LAJun24_Jones.pdf , e come illustrato di seguito:.
Nota: La foto è a scopo di riferimento. Questo metallo non è stato testato al meglio della conoscenza dell’autore.

(12) Sopra.



(13) Cfr. ibidem.

(14) Cfr., US Patent No. 6.183.569 (6 febbraio 2001), dove si afferma che i mezzi convenzionali possono esser utilizzati per tenere il dispositivo in appoggio, con l’ugello ad una distanza dal materiale, comprese le “pinze”, “magneti” (di saldatura della Thermite), dispositivi di aspirazione, o contrastare la spinta dei dispositivi. Tali dispositivi di spinta possono esser installati facilmente utilizzando una pistola stud commerciale come spiegato in dettaglio nella US Patent Application No. 20060266204 (domanda pubblicata, 30 novembre, 2006).

(15) Id.

(16) Cfr., US Patent Application No. 2006/0266204 (domanda pubblicata il 30 novembre 2006), dove Essa recita: il Design della “carica lineare a Thermite di un’unità modulare permette l’adattamento ad una geometria desiderata e sarà facilmente impiegate nel settore. “Vedi anche, US Patent No. 6183569, dove si afferma: “La presente invenzione fornisce anche una formibile, e separatamente immagazzinabile, polvere carica di Thermite … “Inoltre, diverse illustrazioni di cui la US Patent Application No. 2006/0266204 prevedono che i dispositivi possano essere installati in campo con un grado minore di preparazione e “condizionamento” del bersaglio. In realtà,il termite kit di dispositivo di taglio, può esser previsto, che contengono “moduli di Thermite a carica lineare”, connettori, cavi, montaggio meccanismi, e un sistema di accensione. La detonazione remota può esser realizzata come indicato nel, United States Patent 6183569 (6 febbraio 2001).

(17) Cfr. US Patent No. 6.183.569, dove si afferma che, l’apparecchio “ganged”,a gruppo è “Accessibili per la ricezione di attivazione esterna o remota”.

Altri dispositivi e riferimenti: http://www.patentstorm.us/search.html?q=thermite+demolition&s.x=0&s.y=0&s=s

Schottolo

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Sommario di Gregg Roberts sulla Nano-Thermite

Aprile 22, 2009
Scienziati trovano residui di esplosivi inesplosi nella polvere del WTC
Gregg Roberts

Frammenti Rosso/Grigi , materiale Termico avanzato sviluppato nei laboratori USA

Berkeley, CA, Aprile 23, 2009— Un team di scenziati che include i luminari sull’11/9, Steven Jones, Kevin Ryan, e sette altri autori da tre paesi, questo mese hanno annunciato la loro tanto attesa pubblicazione, un articolo di 25 pagine: “Materiale Termico Attivo Ritrovato nella polvere della catastrofe del World Trade Center”

Il team ha analizzato i campioni di polvere provenienti da quattro locazioni vicine Ground Zero. Un campione è stato raccolto dieci minuti dopo l’esplosione della Torre Nord, e pertanto non dovrebbe esser stato contaminato dalle particelle degli sforzi di sgombero macerie . Tutti e quattro i campioni contengono gli stessi inusuali e piccoli frammenti Rosso/Grigi, costituenti non solo i componenti convenzionali della Thermite, ma anche: carbonio, silicio, ed altri elementi.

Gli ingredienti sono stati trovati tutti in forma ultra-fina, che quando la miscela si accende accellera la reazione termica. Mentre la Thermite normale è considerata un “incendiario”, brucia velocemente e scalda l’acciaio alla temperatura di 2500c° , le cosiddette “nano-thermite” o “super-thermite” sono misture che possono esplodere

come orgogliosamente osservato nel bando di Los Alamos, annuncio a sinistra (clicca per saperne di più).

Secondo l’autore; Niels Harrit, un professore di chimica presso l’Università di Copenaghen, “Questi nuovi risultati confermano ed estendono i ritrovamenti precedenti di microsfere ricche di ferro, fuse in precedenza nella polvere del World Trade Center. Essi forniscono solide prove forensi che la spiegazione ufficiale sulla distruzione del WTC è sbagliata. Incendi d’ufficio e carburante d’aereo non possono produrre queste, altamente ingegnerizzate e pericolose particelle.”

Insieme a quel che abbiamo detto, tutte le altre anomalie e contraddizioni, queste nuove scoperte sostengono ulteriormente il movimento internazionale, chiedendo una nuova e legittima indagine sul disastro dell’11/9. Essi hanno inoltre gettato nuova luce sulle dichiarazioni dei funzionari del “National Institute of Standards and Technology” (NIST), che negano la presenza di alcuna prova di esplosivi al WTC. I risultati sottolineano l’assenza dalle loro relazioni di qualsiasi menzione del metallo fuso, impresso sui video, che scorre fuori dalla Torre Sud prima del crollo, visto tra le macerie da decine di persone, corroborati dalle “zone calde” nelle immagini termiche NASA di Ground Zero.

 

Ciò alla quale molti attivisti sull’11/9 non sono a conoscenza, è che alcuni degli stessi ingegneri del NIST, che hanno scritto la loro relazione, hanno rilasciato la falsa negazione sul fatto di aver effettivamente lavorato sulla nanothermite.

Anche prima che le evidenze nella polvere venissero alla luce; la visibile velocità, la simmetria, l’esplosività e la completezza della distruzione sottolineano fortemente la presenza di esplosivi. Come possono gli ingegneri del NIST, aver escluso la demolizione controllata senza nemmeno discuterla nel loro rapporto di più di 10.000 pagine? Forse per le stesse ragioni hanno escluso la considerazione delle prove chiave fin dall’inizio:

“Per brevità, in questo rapporto, questa sequenza [di eventi analizzati] viene indicata come la sequenza di “probabile collasso”, anche se in realtà non include il comportamento strutturale della torre dopo che le condizioni di inizio crollo sono state raggiunte…

(NIST, 2005, p. 82, fn. 13; http://wtc.nist.gov/; guarda anche http://911research.wtc7.net/essays/nist/)

Per le versioni popolari della scienza dietro lo studio,—e come essa sopporta le critiche—, si veda la raccolta di saggi in evidenza sulla home page di, 9-11 Research.

L’”Open Chemical Physics Journal”, parte del gruppo della “Bentham Open” di riviste revisionate, lodate da diversi premi Nobel, rendono tutti i loro articoli on-line, disponibili gratuitamente. Un’altro “Bentham Open journal”, l’”Open Civil Engineering Journal”, ha in precedenza pubblicato un articolo redatto da alcuni degli stessi autori, Quattordici Punti in accordo con le relazioni ufficiali del governo, sulla distruzione del World Trade Center.

Vedi anche: http://11settembrenews.blogspot.com/2009/04/termite-attiva-scoperta-tra-i-resti.html

Schottolo

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Progetto delle torri del WTC

LA NECESSITA’ DI UN PROGETTO A PROVA D’AEREO:

1) Nel mese di Luglio 1945 l’Empire State Building viene colpito da un bombardiere b-25, uccidendo 14 persone.
(fonte), (video).

2) Un gruppo civico, nel 2 Maggio 1968 si oppone alla costruzione del World Trade Center, pubblicando un annuncio sul New York Times.
(avvertendo che i nuovi edifici potevano esser tanto alti da costituire un problema per il traffico aereo).
(fonte), (fonte).

<–Annuncio che mostra il WTC prima di esser colpito da un aereo di linea( Fonte: Committee for a Reasonable World Trade Center)


TORRI A PROVA D’AEREO:

L’analisi strutturale è firmata Whorthington, Skilling, Helle e Jackson.

(Nel NIST NCSTAR 1-2 Appendix A, si dice anche che sia la più completa e dettagliata di ogni altra analisi mai fatta per una struttura di edificio).
(fonte).

Memoranto del NIST:

Dopo l’incidente del bombardiere B-25 sull’Empire State Building del 1945, i progettisti degli alti edifici a struttura in acciaio sono venuti a conoscenza del potenziale della collisione aerea con gli edifici.

Documenti ottenuti dall’autorità portuale di New York e del New Jersey (PANYNJ) indicano che la sicurezza delle torri del WTC e dei loro occupanti in una collisione con un aeroplano furono considerati nella progettazione originale.

Tre pagine del documento (white paper) intitolato:

“Salient points with regard to the structural design of the World Trade Center towers”

Febbraio 1964, dalla PANYNJ (guarda l’Appendice A) indicano che l’impatto di un Boeing 707 o aeroplano DC 8 che vola alla velocità di 600 mph

fu analizzata durante la stadio di progettazione delle torre del WTC.

Il documento ha anche affrontato i problemi per la sicurezza degli occupanti a seguito di tale impatto. Nel documento vi è scritto che:

“Gli edifici sono stati studiati e ritenuti sicuri in una presunta collisione con un aereo di linea jet di
grandi dimensioni (Boeing 707-DC 8), viaggiando a 600 miglia all’ora. L’analisi indica che la collisione avrebbe come risultato solo danni locali..”
(fonte).

IL PRIMA E DOPO 11 SETTEMBRE 2001:

PRIMA:

25/01/01, Frank De Martini:

Trascrizione:

“L’edificio fu progettato per sostenere l’impatto di un 707 a pieno carico, che era l’aereo più grande dell’epoca. Credo che la struttura probabilmente potrebbe resistere a più impatti di aerei di linea, perché questa struttura è come una rete anti-zanzare sulla porta di casa – questa griglia fitta – e il jet è semplicemente una matita che buca quella rete. In realtà non fa assolutamente niente.

27 Febbraio 1993, John Skilling:

“La nostra analisi ha indicato che il problema principale sarebbe il fatto che tutto il carburante sarebbe entrato nella costruzione. Ci sarebbe un terribile incendio. Molta gente sarebbe stata uccisa. “Ma, dice,” La struttura dell’edificio sarebbe ancora lì.”
(fonte), (fonte_p138) (cache_copia).

1993:

Uno di questi esempi ipotetici è stato messo alla prova nel bombardamento al WTC del 1993. Questo attacco richiede ulteriori discussioni circa la sicurezza delle torri del WTC. In risposta a queste preoccupazioni, il progettista dell’edificio, John Skilling ha spiegato che “guardava ogni cosa possibile, si potrebbe pensare a che potrebbe accadere agli edifici, fino al punto di un aereo che colpisce il lato … una precedente analisi effettuata nei primi mesi del 1964 , ha calcolato che le torri saprebbero gestire l’impatto di un 707 viaggiante a 600 mph, senza crollare “.

(pag: 131-132)

Sorprendentemente, Robertson ha affermato che le torri del WTC sono state progettate per sopravvivere allo schianto aereo ad una velocità di 180 mph. (fonte)
Egli ha anche ripetuto questa affermazione in un’intervista a Steven Jones nel mese di ottobre 2006.
Tuttavia, queste affermazioni sono contraddette da Skilling, che ha indicato che “una precedente analisi, effettuate nei primi mesi del 1964, ha calcolato che le torri sarebbero in grado di gestire l’impatto di un 707 viaggiante a 600 mph, senza crollare.” (fonte)

1984:

Robertson è anche contraddetto dalla sua precedente dichiarazione del 1984-5 in cui disse che era “poco probabile un crollo, non importa quanto l’edificio possa essere attaccato”.

(fonte, pag 227)

16 Febbraio 1964:


“Mr. Roth disse che l’analisi strutturale fatta da parte della società Worthington, Skilling, Helle & Jackson ha scoperto che se una torre fosse colpita da un aereo di linea a 600 miglia all’ora, il danno per la torre sarebbe solo locale, e gli occupanti al di fuori dell’area di impatto non sarebbero in pericolo.” (fonte: nytimes.com_February_16th_1964_New_York_Times).

3 Febbraio 1964:

Tre pagine di un libro bianco, datate, 3 Febbraio, 1964, descrive queste conclusioni:
“Gli edifici sono stati studiati e ritenuti sicuri in una presunta collisione con un aereo di linea jet di
grandi dimensioni (Boeing 707-DC 8), viaggiando a 600 miglia all’ora. L’analisi indica che la collisione avrebbe come risultato solo danni locali.”
(Fonte: amazon.com (libro) (e memorando del NIST, vedi sopra).

1993:

Sono stato li nel 1993, 14 minuti dopo lo scoppio della bomba. Ho operato per circa 16 ore all’edificio e con tutte le critiche ed i rapporti post-incidente con varie agenzie. “Ci è sempre stato detto, a tutti, gli esperti, che questi edifici possono resistere all’impatto da parte degli aeroplani“. Questo è il modo in cui sono state progettate. Essi si sono dedicati a tutta questa roba architettonica, ben oltre la portata delle mie conoscenze. E’ stata colpita da un aeroplano. Va bene. E stata costruita per esser colpita da un aeroplano. Voglio dire che tutti possono averci creduto. Tutti noi, anni fa, abbiamo detto che furono costruite per essere colpite da un aeroplano..”
(nytimes.com_PERGGUIA_9110160.pdf)
.

5 Settembre 2001:

“Lo progettate per l’impatto di un 707.” -Leslie Robertson, L’ingegnere strutturale del World Trade Center alla conferenza internazionale sulle tendenze sugli alti edifici, Frankfurt, Germania (Fonte) (leadertelegram.com).

“Infatti le prime strutture all’interno dell’industria militare e nucleare sono progettate per resistere all’impatto di un aeroplano.
Leslie E. Robertson, Riferito al World Trade Center. Accademia Nazionale dell’ingegneria, Volume 32, Numero 1 – Pimavera 2002.
http://www.nae.edu/nae/bridgecom.nsf/weblinks/CGOZ-58NLCB
http://www.nae.edu/nae/bridgecom.nsf/weblinks/NAEW-63AS9S?OpenDocument

11 settembre 2001:


De martini sembrava esser così sicuro che le torri non sarebbero crollate che rimase dietro a salvare almeno 50 persone. (Fonte)

Come risultato per le sue azioni, perse la vita l’11/9. “De Martini era nel suo ufficio all’88esimo piano della Torre Nord quando fu colpita l’11/9.” [Associated Press, 8/29/2003; New York Times, 8/29/2003] (Fonte)

Un carico supplementare, dichiarato all’autorità portuale doveva esser considerato nella progettazione delle torri, era l’impatto di un Boeing 707, il più grande aereo commerciale quando le torri furono progettate, impattante l’edificio alla velocità massima di 600 mph. (nist.gov_NCSTAR1_p56)

DOPO L’11 SETTEMBRE 2001:

“Le torri del WTC sono state progettate per resiste agli impatti di Boeing 707 ma non sono state “mai progettate per la grande esplosione, ne per l’incendio da carburante d’aereo che venne dopo – una chiave omessa nel design” –Eduardo Kausel

Il carburante degli incendi non era “ragionevolmente prevedibile” -Loring Knoblauch (CEO of UL)

“il carico di combustibile non è stato considerato nella progettazione”. – (Leslie Robertson).


COMPARAZIONE AEREI:

Clicca sull’immagine per ingrandire.


(fonte), (fonte)

CALCOLO DELL’ENERGIA DI IMPATTO:

Per avere una scala di valore, un’Audi del 2008 A6 3.2L pesante 1890 kg, alla velocità di 250 km/h (69 m/s), ha un’energia cinetica di circa 4.5 MJ (circa l’1/796 dell’energia cinetica del volo 175)

In questo caso:




[1890 * (69 m/s * 69 m/s) : 2

1890 * 4761 = 8998290

8998290 / 2 = 4499145 J

Circa 4,499 MJ.

L’American Airlines Volo 11 volò ad una velocità di 470 mph (210m/s) nella Torre Nord (WTC1) (fema.gov)

Ha impattato la Torre Nord trasportando (8.684 US gal), (57.922 l) di carburante che è circa il 36% della sua capacità. (journalof911studies.com)

Il suo “peso netto” fu di 177.079 lb più 57.922 l di carburante per un peso complessivo minimo di 235.001 l (106.594 kg). (fonte)

[106.594 kg * (210 m/s * 210 m/s) ] : 2

106594 * 44100 = 4700795400
4700795400 : 2 = 2350397700 J
Circa 2.350 MJ.

Il Volo United Airlines 175 volò ad una velocità di 590 mph (263m/s) nella Torre Sud (WTC2) (fema.gov)

Ha impattato la torre sud trasportando (7.415 US gal), (49.458 l) di carburante che è circa il 31% della sua capacità. (journalof911studies.com)

Il suo peso netto fu di 179.080 lb, più 49.458 l di carburante per un peso complessivo minimo di (228.538 lb), (103.663 kg).

[103.663 kg * (263 m/s * 263 m/s) ] : 2

103663 * 69169 = 7170266047
7170266047 : 2 = 3585133025 J
Circa 3.585 MJ.

Le torri del WTC sono state disegnate per assorbire l’impatto di un Boeing 707 DC-8. (707-320B)

(il più grande dell’epoca). (fonte)

Viaggiando a 600 mph (268 m/s circa).(velocità di crociera). Ed a pieno carico.

(capacità di combustibile: (23.820 US gal), (90.160 l), (71.226 kg). (fonte)
(peso netto: 146,400 lb (66,406 kg). (fonte).

[137.632 kg x (268m/s x 268 m/s) ] : 2

137632 * 71824 = 9885280768

9885280768 : 2 = 4942640384 J
Circa 4.942 MJ.

Energia di impatto superiore del 37% rispetto a quella del volo 175 ed il 110% superiore a quella del volo 11.

Designers: Claims strongly implicate that the Towers should have remained standing on 9/11
Context of ‘February 27, 1993: WTC Engineer Says Building Would Survive Jumbo Jet Hitting It’
9/11 research: Towers’ Design Parameters
Twin Towers’ Designers Anticipated Jet Impacts Like September 11th’s

Towers built to withstand jet impact
Reflections on the World Trade Center
The Fall of the World Trade Center
Plans to use a plane as a weapon in 1979.
http://www.journalof911studies.com/volume/200704/Roberts_AnnotatedJones-RobertsonTranscript.pdf
9/11 Blogger: Government-Funded Investigators Accused Of WTC Cover-Up
9/11 Blogger: What the World Trade Center Building Designers Said: Before and After 9/11

Conclusioni:

E’ dimostrato che le torri furono progettate per resistere a qualcosa di peggio di quel che è accaduto l’11/9.
In questo caso: o sono sbagliati i calcoli dei progettisti, oppure deve esserci un’altra spiegazione per il crollo del WTC.
Leslie Robertson ha fatto dichiarazioni contraddette da testimonianze e documenti di ben 40 anni fa.

Queste ed altre contraddizioni possono trovare risposta solo attraverso il rilascio di tutta la documentazione relativia il WTC.

Aggiornato: 19 febbraio 2010.

Schottolo

11 commenti

Esercitazioni militari 11 Settembre

Eric H. May, ex-ufficiale d’intelligence dell’esercito USA, ex-ispettore ed interprete per le forze nucleari di raggio intermedio:


la forma più facile di eseguire un attacco sotto falsa bandiera è farlo con la copertura di un esercitazione militare simultanea che simuli la realizzazzione dello stesso attacco che si vuole portare a termine“.

“Gli attacchi terroristici sono False Flag, progettati e realizzati con l’intento di far ricadere la colpa su un obiettivo nemico, al fine di manipolare l’opinione pubblica, e provocare conflitti e fomentarne le guerre.

La complicità dei media è necessaria per il successo di questo tipo di terrorismo sotto falsa bandiera.

(fonte). (fonte).


ESERCITAZIONI COMPIUTE L’11 SETTEMBRE 2001:

Diverse e differenti esercitazioni si svolsero l”11 di settembre. Le limitate informazioni reperibili mostrano che esse simulavano:

  • Dirottamenti
  • Attacchi contro edifici utilizzando aerei come “missili”
  • Attacchi usando sostanze tossiche o infettive
  • Piloti suicidi

Per un incredibile “coincidenza”, esse includevano tutti gli elementi riscontrabili nell’ “attentato terroristico” dell’11/9 che ha coinvolto:

  • Il dirottameto di 4 aerei
  • Gli aerei furono utilizzati come “missili”, contro alcuni edifici
  • Il crollo del WTC ha causato una calamità tossica
  • Piloti suicidi


ESERCITAZIONI:

La mattina del 9/11, cinque esercitazioni militari e addestramenti antiterrorismo venivano condotti da diverse agenzie di difesa USA, compresa una esercitazione “live fly” con veri aeroplani. L’allora in carica Capo del Consiglio di Stato Maggiore, il generale dell’ aeronautica Richard B. Myers, ha ammesso 4 dei war games in una testimonianza congressuale. (trascrizione), (video)

Richard B. Myers, un ex investigatore del Dipartimento di Polizia di Los Angeles, la cui newsletter è letta da più di 45 membri del congresso, delle commissioni di intelligence della camera e del senato, e da professori da più di 40 università nel mondo, afferma che ha ottenuto una conferma registrata dal NORAD che, l’11-9, il NORAD e il Consiglio di Stato Maggiore stavano conducendo una esercitazione unificata ‘live fly’, di dirottamento che coinvolgeva un aereo governativo nella parte di un volo dirottato. (fonte).

L’ 11 Settembre il governo stava pure portando avanti una simulazione di schianto di un aereo su un palazzo. (fonte).

Il 9 Dicembre 2001, un articolo del Toronto Star, afferma che l’ “Operazione Northern Vigilance è disdetta. Ogni informazione simulata, nota come ‘iniezione’, è eliminata dagli schermi”. Questo indica che vi erano falsi segnali radar inseriti negli schermi dei controllori di volo come parte delle esercitazioni militari. (fonte).

Operation Northern Vigilance: Questa esercitazione trasferisce i jet che perlustrano normalmente il settore nord-est a nord di Canada e Alaska. Risuona come un esercizio russo in programma dal 10 al 14 settembre in cui bombardieri a lungo raggio sono stati inviati a nord del loro territorio. (fonte).

The Vigilant Warrior and Vigilant Guardian Training Exercises: Furono un paio di “giochi di guerra”, (attaccare il difensore) con simulazioni di dirottamenti (live – fly). Questa coppia di esercizi e di vigilanza Nord, hanno probabilmente comportato l’utilizzo di “inserimenti” di blip nelle schermate radar che simulassero gli aerei (che sembravano costituire l’attacco effettivo).

Questi “giochi” ebbero apparentemente la conseguenza di confondere gli ufficiali militari, come suggerito dalla trascrizione di seguito:

FAA Boston Center contatta il NEADS, dicendo: “Abbiamo bisogno che qualcuno criptasse alcuni F-16 o qualcosa lassù, aiutateci.”

«E’ nel mondo reale o è un’esercitazione?” chiese un funzionario.

“No, questa non è un’esercitazione”, ha risposto il funzionario della FAA. “Non è una prova.”

(BBC News, 6/18/04)

L’unica fonte conosciuta per l’esercitazione di nome “Vigiliant Warrior” si trova nel libro di Richard Clarke , (Against All Enemies). ( Against All Enemies: Inside America’s War on Terror, 2004)

E’ possibile che l’esercitazione a cui Clarke probabilmente si riferiva era effettivamente “Amalgam Warrior”,
Nel settore dell’esercizio e formazione di intercettazione di voli reali, tenuta due volte all’anno. (fonte).

The Global Guardian Exercise: La mattina dell’attacco fu in piena attività una grande esercitazione di addestramento militare su vasta scala denominata “Global Guardian” . E’ un esercitazione annuale che involve la STRATCOM (il Comando Strategico Usa), l’US Space Command, ed il NORAD. (Complete 911 Timeline: Military Exercises …, CooperativeResearch.org)

Ci sono prove che in data 2001, l’esercitazione “Global Guardian” fu modificata in modo da corrispondere al’attacco terrorista.
Un analista militare della NBC News di nome William Arkin, nel suo libro (Code Names), fornisce la data dell’esercitazione come dal 22 al 31 ottobre, 2001. (fonte)
Inoltre, un giornale militare, l’Observer Space, riportata in un articolo del 33/03/01 che l’esercitazione era prevista per l’ottobre dello stesso anno.

La Stratcon ha diretto l’esercitazione, che comprendeva tutte le forze strategiche degli Stati Uniti, dalla base Air Force di Offutt . (fonte)

The National Reconnaissance Office Plane Crash Drill: Il “National Reconnaissance Office” (NRO) “forniva alla nostra nazione i suoi occhi e le sue orecchie nello spazio”. Opera di un sistema di satelliti di ricognizione per fornire monitoraggio in tempo reale degli oggetti nel cielo.
Il 9/11/01 le sedi del NRO in Chantilly, VA, sono state evacuate nel quadro di un’esercitazione che coinvolgeva l’impatto di un aereo su di un edificio. Un piccolo jet aziendale che si scontrasse contro uno dei quattro “campus’ four towers”. (fonte).

The Timely Alert II Terrorism Drill: La mattina degli attentati, il personale alla base militare di Fort Monmouth, (New Jersey), si stavano preparando a tenere un’esercitazione, per i giorni del mese di settembre 11 e 12, per testare la preparazione di risposta ad un attacco chimico.
L’esercitazione ha coinvolto le forze dell’ordine ed i soccorritori d’emergenza, compresa la Polizia di Stato del New Jersey ed i Vigili del fuoco di “Fort Monmouth”. (fonte).
Poco prima che l’esercitazione avesse inizio, le relazioni degli attacchi a New York fecero emergere che “gli eventi del mondo reale hanno superato l’esercitazione“, parole del portavoce dell’esercito Timothy L. Rider. (fonte).

The Tripod II Biowarfare Exercise: La FEMA ha schierato un contingente a New York il 10 settembre a “Pier 29” probabilmente in un’operazione di esercizio di guerra biologica prevista per il 12 settembre. (fonte)

Crisis Action Team: Addestramento pianificato per i giorni seguenti l’11 Settembre 2001 che organizzava i soccorsi in caso di incidente con vittime di massa, (specificando lo scenario, “un aereo che colpisce il WTC”). (fonte)
“Sistema di comunicazioni in backup”: attivato in “modalità di esercitazione” e reso pronto all’uso per l’11 Settembre. (fonte)

ESERCITAZIONI COMPIUTE PRIMA DELL’11 SETTEMBRE 2001:

Operazione Mascal: Il pentagono condusse una esercitazione soppranominata “MASCAL” simulando lo schianto di un Boeing 757 contro il Pentagono il 24 ottobre 2000. (fonte).

Il NORAD ha compiuto esercitazioni per parecchi anni riguardanti aerei usati come armi contro il World Trade Center ed altri edifici statunitensi di alto profilo, e “numerosi tipi di aerei civili e militari furono usati come finti voli dirottati”. In altre parole, furono eseguite esercitazioni con veri aerei per simulare attacchi terroristici volti a schiantare aerei contro edifici, incluse le torri gemelle. (fonte).

Dettagli di un’esercitazione del NORAD chiamata Amalgam Virgo 01-02 sono stati trovati in un documento presso i National Archives (l’Archivio di Stato). L’esercitazione comprendeva un pilota suicida che attaccava un’installazione militare negli Stati Uniti. (fonte). (fonte).

ALTRI FATTI SOSPETTI:

FAA e UAL stavano seguendo due differenti aerei, entrambi però identificati come UA93
.(fonte).

E’ poi trapelato che almeno 2 degli aerei coinvolti l’11 settembre possedevano dei cloni. (fonte).

(fonte. Case Study. Acars UAL – UA 93)

La testimonianza del Segretario ai Trasporti (Norman Mineta) davanti alla commissione sull’ 11 Settembre, mostra che Cheney ha monitorato il volo 77 per molte miglia mentre si avvicinava al Pentagono. Come può essere stato attaccato con successo uno degli edifici più pesantemente difesi al mondo proprio quando il Vice Presidente degli Stati Uniti, responsabile l’ 11-9 del controterrorismo, lo vedeva avvicinarsi dalla distanza di molte miglia?. (fonte).

Un grafico mostra come l’ 11 Settembre gli aerei dirottati hanno sorvolato numerose basi militari prima di schiantarsi. Quindi, come è stato possibile non intercettarli?. (fonte).

Aerei da caccia furono mandati fuori rotta sull’ Oceano Atlantico durante gli attentati (testimonianza del Senatore Mark Dayton).
In modo da neutralizzare la loro capacità di intercettare i voli dirottati?. (fonte).

Tre mesi prima degli attentati, le operazioni e il potere decisionale in caso di un dirottamento sul territorio nazionale passarono direttamente sotto il controllo di Donald Rumsfeld, Ministro della Difesa. (fonte). (fonte)

http://www.youtube.com/watch?v=o9XRAtp-bVM&feature=player_embedded

“L’elemento chiave dell’intera giornata sta nel fatto che c’erano stati alcuni cambiamenti nelle procedure di emergenza, e cioè che da quel giorno bisognava chiamare telefonicamente il Pentagono di Rumsfeld, e sarebbe poi stato il Pentagono a prendere le decisioni. Beh, [quando abbiamo chiamato] per American 11 il Pentagono non ha risposto al telefono. Per United 175 non ha risposto al telefono. Io ritengo che non abbiamo risposto al telefono fino a quando non si sono sentiti assolutamente imbarazzati per il fatto di non rispondere, e questo risale circa al momento in cui United 93 e American 77 risultavano dirottati (dopo le 9 circa). E’ questo il momento in cui c’è stato il primo contatto formale [con il Pentagono].”

Praticamente, prima Rumsfeld ha detto: “D’ora in poi se c’è un dirottamento prima di fare qualunque cosa chiamate me”, e poi quando è successo lui non si è fatto trovare, lasciando campo libero ai dirottamenti.

DOMANDE:

Se alcuni atti di terrorismo si sono verificati nello stesso lasso di tempo e nel contesto di esercitazioni di sicurezza contro il terrorismo, la “coincidenza” è stata completamente ignorata dai media, “come se queste esercitazioni non fossero mai accadute? perchè?

Come mai le più moderne e più costose forze aeree del mondo, non hanno potuto intercettare quattro aerei di linea, tre dei quali hanno potuto liberamente percorrere centinaia di chilometri prima di colpire gli edifici a New York e a Washington?

Se l’Air Force non ha potuto intercettare pesanti aerei civili, come avrebbe potuto, eventualmente, fermare l’invasione di aerei da combattimento o missili nemici?

Perché il sistema di difesa aerea degli Stati Uniti non è stato in grado di intercettare diversi aeromobili di grandi dimensioni che si spostano lentamente prima che colpissero la più grande città e la capitale della nazione?

Perchè queste domande non sono mai state sollevate dalla Commissione nominata dal governo, la quale ha evitato ogni discussione sulle esercitazioni militari dell’11/9?.

Come si giustifica l’operato di Rumsfeld, (complice del mancato intervento aereo) e la scelta di porlo a capo della difesa aerea in caso di dirottamento, proprio 3 mesi prima dell’11/9?


11settembre-Londra-Estonia. Quando delle esercitazioni antiterroristiche vanno a male! Prima parte.

Seconda Parte
Zero: Amalgam Virgo
xoomer: Strane esercitazioni
9/11 research: War Games
Oil Empire: War Games
11 settembre news: Flight x

“Basta con queste dannate simulazioni”: i radar del NORAD visualizzavano falsi tracciati nel corso dell’11/9

Aggiornato: 5/04/11

Schottolo

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L’ FBI non chiese al NTSB di effettuare l’identificazione dei pezzi di aereo ritrovati – I rottami restano ignoti?

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Serial number sì, serial number no, correlazioni e indentificazioni. Una lettera ufficale del NTSB svela che loro mai fecero questa analisi.



introduzione

A dispetto di quanto dichiarato il 25 giugno 2002, da Marion C. Blakey ( nominato Chairman del NTSB appena 9 mesi prima, dal Presidente G.W. Bush ) alla “Committe on Commerce, Science and Transportation – United States Senate – regarding Reauthorization of the National Transportation Safety Board”, ovvero che:

In the aftermath of the tragedies that occurred on September 11, 2001, for many weeks the Board assisted the Federal Bureau of Investigation (FBI). Over 60 Safety Board employees worked around the clock in Virginia, Pennsylvania, New York, and at our headquarters in Washington, D. C., assisting with aircraft parts identification, searching for and analyzing flight recorders, and working with the air carriers to assist the victims’ families.

Non esiste conferma, nei documenti ufficiali, che il NTSB “abbia partecipato all’identificazione dei reperti” degli aerei coinvolti nella tragedia del 9/11 ( a meno che per “identificare i pezzi” non intendano riconoscere un pezzo da un altro, un po’ come dire: questo è un motore e questa invece è una ruota e qust’altro pezzetto ancora invece è un pezzo di carlinga ).

Infatti, in una lettera ufficiale del NTSB alla 9/11 Commission, svela e chiarisce una volta per tutte, come il NTSB in assoluto non abbia svolto alcuna indagine idetificativa, incrociando i serial number presenti sui pezzi di aero ritrovati sui luoghi degli schianti, e gli elenchi in possesso delle Compagnie Aeree.

Tale lettera, accompagnata da un elenco allegato, [ LINK ], inviata da Ronald S. Battocchi, ‘general counsel’ del NTSB, a Daniel Marcus, il 17 Luglio 2003, dopo il cappellotto iniziale:

– “The law enforcement investigation of the events of September 11, 2001 was under the jurisdiction of the Federal Bureau of Investigation (“FBI”), but, at FBI’s request and under its direction, the NTSB
provided technical assistance
.

– “The material collected and produced by NTSB personnel for the FBI is, and was at all times, under the FBI’s control.

si legge:

-“Today, the FBI authorized NTSB to provide to the Commission copies of all material that NTSB delivered to the FBI. For your convenience, I have attached a list of that material“.

Ovvero, riassumendo:

Il responsaabile delle indagini era l’ FBI.
Questa diede mandato al NTSB di svolgere alcune indagini.
Tutto il materiale risultante da queste indagini fu, come logico che sia, consegnato dal NTSB al suo “datore di lavora”, la FBI.
A seguito di una richiesta della Commission al NTSB, volta ad acquisere alcuni di questi risultati di indagine, il NTSB chiede alla FBI il permesso alla consegna.
La FBI autorizza il NTSB alla consegna di TUTTI i documenti che il NTSB ha prodotto su sua richiesta.

Tana per Marion C. Blakey
Abbiamo così, nella lista allegata, l’elenco completo di tutti i documenti prodotti dal NTSB per la FBI.

Basta scorrerlo per accorgersi come richieste di identificazione dei reperti, non siano presenti: quindi questo, a differenza di quanto asserito da Marion C. Blakey, non fu un compito che l’NTBS svolse.


La lista del materiale:

Senza stare a ricopiarla integralmente per i quattro voli, mi limito a postare lo screenshot relativo ad UA 93.
Per Visionare la lista completa, fate riferimento al documento ufficiale:

Domanda:

Quindi, in mancanza di tale unica e univoca indagine comparativa, come è possibile affermare con certezza che i rottomami recuperati come evidenze, effettivamente appartengano ai voli UA 93, UA 175, AA 11, AA 77 senza entrare nel campo speculativo delle opinioni e delle probabilità o degli atti di fede?

Basta a consultare il documento ad esempio DCA01MA065 ( “”Specialist’s Factual Report Of Investigation Digital flight Data Recorder” ) prodotto dal NTSB su richiesta della FBI, per accorgersi che nello studio delle black box, attribuite a UA 93, il serial number nemmeno è stato indicato!!!

Tra l’altro, sembrerebbe anche corretto domandarsi perchè – cosa assolutamente non standard rispetto a praticamente tutte le indagini svolte dal NTSB nei casi di disastri aerei, il serial number della scatola nera non si ariportato nel documento di studio..

Ma, non volendo entrare anche io, come le VU, nel campo delle opinioni e probabilità, per ora soprassiedo alla domanda.

Mi permetto però ancora una volta di ricordare come, tra parte della documentazione ufficiale desecretata, siano presenti, tra l’altro, questi due documenti [ link link ] relativi ai messaggi ACARS di UA 93 e UA 175.

In base ai log ufficiali di registro di tali comunicazioni( utilizzati anche nel processo Moussaoiui come prove a carico ) , e in base a quanto esplicitamente affermato da Michael J. Winter della UAL agli agenti dell’ FBI che gli avevano sottoposto la lista dei messaggi ACARS di UA93 affinchè gliela leggesse e confermasse: i voli UA 93 e UA 175, risultavano ancora in volo e in località differenti rispetto a quelle dei luoghi degli impatti, ed ad orari successivi a quelli degli schianti
( UA93, alle 10:11 si trova vicino a Champaign, in Illinois, a dispetto delle versioni Ufficiali che lo indicano precipitato a Shanksville alle 10:03:11 )
( UA 175, alle 9:23 si trova vicino a Pittsburgh,Pennsylvania, a dispetto delle Versioni Ufficiali che lo indicano schiantato contro la Torre Sud del WTC alle 09:03:11 )

Articoli inerenti gli ACARS li trovate a questo
LINK.

Articoli inerenti i SERIAL NUMBERs : li trovate a questo
LINK.


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Distruzione della torre nord del World Trade Center e fisica fondamentale

Di David Chandler


B.S., physics, Harvey Mudd College, Claremont, CA
M.A., education, Claremont Graduate University, Claremont, CA
M.S., mathematics, California Polytechnic University, Pomona, CA

Abstract

La linea del tetto della Torre nord del World Trade Center è stata vista in costante accelerazione verso il basso fino al momento della sua scomparsa. Un’accelerazione verso il basso del blocco superiore in caduta implica una forza netta diretta verso il basso, cosa che richiede che la forza resistente verso l’alto sia minore del peso del blocco. Perciò la forza rivolta verso il basso esercitata dal blocco in caduta deve essere stata anch’essa minore del suo stesso peso. Dal momento che la sezione sottostante dell’edificio era stata disegnata per sostenere diverse volte il peso del blocco superiore, la forza ridotta esercitata dal blocco in caduta era insufficiente a schiacciare la sezione sottostante dell’edificio. Per questo il blocco in caduta non avrebbe potuto agire come “pile driver”. L’accelerazione verso il basso della parte superiore può essere spiegata come una conseguenza, e non come causa, della disintegrazione della sezione inferiore dell’edificio.


Introduzione

La distruzione del WTC l’11 Settembre 2001 è stata, da qualsiasi punto di vista, un punto di svolta memorabile nelle questioni mondiali. Più di otto anni dopo quell’evento, le cause dei collassi dei tre edifici più grandi del WTC (WTC 1, WTC 2 e WTC 7) rimangono vivacemente contestate nonostante i rapporti ufficiali delle agenzie governative, prima dalla FEMA e poi dal NIST, cerchino di chiudere definitivamente la questione.
Un “movimento per la verità sull’11/9” è nato, comprendendo più di 1000 architetti e ingegneri che stanno richiedendo una nuova investigazione. Gli investigatori del NIST hanno costruito ed elaborato un modello al computer degli edifici, usato per ricostruire le collisioni dei velivoli, ma stranamente non hanno creato un modello per ricostruire gli effettivi collassi delle Twin Towers. Loro hanno condotto le loro analisi siano al punto in cui il collasso comincia, basandosi, come vediamo, su di un modello ancor più semplicistico proposto da Zdenek Bazant [4,5,6,7], il quale concludeva che una volta iniziati i collassi, il collasso totale era inevitabile.

Quella che segui qui è un’analisi che segue le semplicistiche supposizioni spiegate da Bazant. Usando misurazioni e analisi accessibili anche ad una classe che affronta la materia Fisica a livello introduttivo, gli studenti non ancora laureati hanno la facoltà di valutare l’adeguatezza del modello NIST-Bazant. Il loro background di Fisica, anche a questo livello, li rende pronti per una partecipazione intelligente in un dibattito civile significativo.

Il “pile driver”

Le Twin Towers del WTC sono state distrutte in una modalità “top-down”. Più in particolare, la sezione dell’edificio che va dal 98° piano sino alla linea del tetto, è sembrata distaccarsi e accelerare verso il basso attraverso i 98 piani sottostanti. Il meccanismo attraverso cui è avvenuto questo processo è stato dibattuto sia da parte di coloro che hanno limitato la loro ricerca ad una spiegazione prettamente naturale della catastrofe (impatto degli aerei, incendio e forza di gravità) sia da parte di coloro che cercano di tenere in considerazione tutte le possibili spiegazioni (inclusa la presenza di esplosivi pre-installati).

La distruzione di un edificio è un processo complesso, ma la semplice fisica applicata all’osservazione del movimento della linea del tetto può restringere la scelta fra le varie teorie proposte. Noi qui ci concentreremo sui dettagli della distruzione della Torre Nord. E’ stata la prima torre ad essere colpita dall’aereo e la seconda a cadere l’11 Settembre 2001.

Può essere identificata dal momento che aveva una grande antenna sul tetto. La teoria pubblicata da Thomas W. Eager e Christopher Musso sul JOM nel Dicembre 2001, [1] e adottata nello studio della Federal Emergency Management Agency (FEMA), ha affermato che le connessioni dei piani si sono rotte a causa dell’incendio, portando ad un collasso “pancake” dei piani.

Questa teoria non fornisce una spiegazione del perché anche la struttura del “core” abbia ceduto, ed è stata scartata nello studio del National Institute of Standards and Technology (NIST). Invece, il rapporto NIST si concentra sul cedimento delle colonne. Sulla pagina delle FAQ del sito web del NIST, si legge:

Le conclusioni del NIST non supportano la “teoria pancake” del collasso, che è supposta ad un progressivo cedimento del sistema dei piani nelle torri del WTC. (Il sistema composito dei piani, che connetteva le colonne del core e le colonne perimetrali, consisteva di un reticolo incrociato di travature d’acciaio integrate con una lastra di cemento armato.) Invece, l’investigazione del NIST ha concluso che il collasso era stato causato dalla trazione delle travature dovuta dalla deformazione dei piani presso le colonne perimetrali del lato sud, causando la loro inarcatura verso l’interno e il loro eventuale cedimento. Questo meccanismo necessita che le travature dei piani rimangano fissate alle colonne perimetrali, per questo si esclude il collasso “pancake”.[2]

Dal punto di vista del NIST, l’incendio è stato causa dell’indebolimento ed eventualmente del cedimento di un numero considerevole di colonne perimetrali e del “core” vicino la zona d’impatto. Il seguente è tratto dalla pagina 151 del loro documento riassuntivo, NIST NCSTAR 1.
Innesco del collasso

Le colonne inarcate della parete sud si piegarono e furono incapaci di sopportare i carichi gravitazionali. Quei carichi si scaricarono quindi sulle colonne adiacenti attraverso i pannelli di connessione, ma quelle colonne allo stesso modo divennero presto sovraccaricate.In una rapida sequenza, questa instabilità si diffuse completamente verso la parete est e la ovest.
La parte dell’edificio al di sopra della zona d’impatto (vicino al 98° piano), comportandosi come un blocco rigido, si inclinò verso sud di almeno 8 gradi.
Il movimento verso il basso di questo blocco strutturale fu maggiore di quanto la struttura potesse sopportare, e il collasso globale cominciò.[3]
Una serie di scritti da parte di Zdenek Bazant, [4,5,6,7] assieme a vari co-autori, descrivono ciò che è diventato noto come l’ipotesi “pile-driver”, il quale sembra essere preso in esame da parte dell’investigazione del NIST. Bazant descrive uno scenario in cui la parte superiore dell’edificio rimane rigido nel mentre in cui riduce in macerie la parte bassa della struttura. Solamente quando la parte inferiore della torre è stata smembrata in un unico cumulo di macerie, il blocco superiore della torre si frantuma. Questo processo proposto è diventato noto come un processo “Crush-down” seguito da un processo “Crush-Up”. Esso sostiene che una volta cominciato, il collsso globale diventa inevitabile.

Assumendo che l’analisi di Bazant sia logica, il rapporo NIST limita la sua stessa investigazione agli aventi che hanno condotto sino all’”incipit” del crollo, sostenendo che tutto ciò che accadde in seguito ad esso fosse inevitabile e non richiedesse nessuna ulteriore investigazione. Il NIST in tal modo elude dal considerare cosa successe veramente durante il collasso stesso, incluse prove che potrebbero mettere in dubbio la correttezza dell’analisi presentata da Bazant.

La distruzione che accelera

La linea del tetto della Torre Nord risulta cadere improvvisamente in un modo che, molti osservatori poco precisamente descrivono come “caduta libera” o “in quasi caduta libera”.
Per misurare il reale movimento della linea del tetto, è stata usata una copia in alta definizione di un video di Etienne Sauret (simile ad una versione disponibile su You Tube[8]). Il video di Sauret mostra la facciata nord della Torre Nord, la quale è distinguibile dalla presenza del foro d’impatto causato dall’aereo. E’ un video particolarmente adatto per i nostri scopi poiché mostra una ripresa quasi a livello e quasi perpendicolare alla parete della torre presa da una telecamera fissa distante. Ci sono vari software che permettono il piazzamento di “markers” su un video clip un frame alla volta, al fine di effettuare un’analisi cinematica.
Uno di questi programmi si chiama Tracker,[9] che fa parte del progetto Open Source Physics.[10] Il “frame rate” del video di Sauret, il quale ha un rate standard NTSC di 30.000 fotogrammi ogni 1001 secondi, o approssimativamente 29,97 fps [frames per second, n.d.r.], funge da unità di misura temporale. La scala di misurazione dello spazio verticale è stata calibrata in base all’ampiezza dei piani i quali, a parte per la sky lobby e i piani adibiti alla manutenzione, sappiamo essere di 12 piedi.[11] La posizione sulla verticale della linea del tetto è stata marcata ogni sei fotogrammi (intervalli di 0,2 secondi) e i dati sono stati inseriti in un foglio di calcolo per l’analisi.


Vedi Tabella:

Fotogramma #

Tempo (sec)

Asse “y” (m)

Velocità su “y” (m/s)

216

0.00

82.397


222

0.20

82.399

0.010

228

0.40

82.401

0.010

234

0.60

82.403

-0.562

240

0.80

82.176

-1.708

246

1.00

81.720

-2.665

252

1.20

81.110

-3.400

258

1.40

80.360

-4.520

264

1.60

79.302

-5.860

270

1.80

78.016

-7.165

276

2.00

76.436

-8.485

282

2.20

74.622

-10.005

288

2.40

72.434

-11.505

294

2.60

70.020

-12.648

300

2.80

67.375

-13.968

306

3.00

64.433

-15.285

312

3.20

61.261

-16.240

318

3.40

57.937

-17.358

324

3.60

54.318

-18.300

330

3.80

50.617

-19.443

336

4.00

46.541


Dati della misurazione video – I numeri di fotogramma rappresentano ogni sesto fotogramma a partire dall’inizio del videoclip. Il frame rate del video è uno standard NTSC, 29,97 fotogrammi per secondo, concedeno un intervallo di misurazione di 0,20 secondi. I valori “y” rappresentano l’altezza della linea del tetto in relazione ad un punto di partenza arbitrario. Le velocità sono state calcolate grazie ad un algoritmo di differenziazione della differenza simmetrica.

Un grafico dell’altezza della linea del tetto a confronto con il tempo (Figura 1) mostra la caratteristica forma a parabola che indica un’accelerazione verso il basso.

La componente verticale della velocità è stata calcolata usando un algoritmo di differenzazione numerica della differenza simmetrica,

Vn =(Yn+1 – Yn-1)/2Δt (1)


Un grafico della velocità a confronto con il tempo (Figura 2) mostra un’accelerazione quasi uniforme dal sesto punto di calcolo della velocità in avanti. Quando la linea del tette comincia a cadere, passa rapidamente ad un moto quasi uniformemente accelerato verso il basso.


(Figura 1). Grafico dell’altezza della linea del tetto (misurata da punto di partenza arbitrario) a confronto con il tempo ad intervalli di 0,2 secondi. Si noti che una volta incominciata la caduta la traiettoria si presenta approssimativamente parabolica.

(Figura 2). La velocità è qui tracciata in funzione del tempo per la linea del tetto del WTC 1. La linea di regressione è calcolata a partire dalla sesta velocità registrata in avanti. L’inclinazione della linea, in questo contesto, rappresenta l’accelerazione: -6,31 m/s2 con un valore di R2 [coefficiente di correlazione, n.d.r.]di 0,997.

Osservazioni

Per queste analisi seguiamo le semplicistiche ipotesi di Bazant [4,5,6,7] trattando la sezione superiore dell’edificio come un blocco solido di massa “m”. Le sole due forze che agiscono sul blocco in caduta sono la forza di gravità (mg) e una forza normale verso l’alto (N) causata dalla sua interazione con la parte inferiore dell’edificio.

Applicando la seconda legge di Newton per trovare N, abbiamo:

mg – N = ma (2)


quindi

N = mg – ma (3)


I dati in nostro possesso dimostrano che a partire dal sesto punto di velocità calcolato in avanti, il blocco superiore sta accelerando uniformemente (con un indice R2 di 0,997) con una a=-6,31m/s2, o in altre parole, al 64% dell’accelerazione di gravità .

Per questo valore di a ,

N = mg – 0,64mg = 0,36mg (4)


Perciò la forza normale agente verso l’alto è il 36% del peso del blocco superiore come illustrate nella Figura 3:


Si consideri la sezione superiore della torre come un blocco di peso mg. Dal momento che l’accelerazione del blocco è stata misurata 0,64g verso il basso, la forza netta che agisce su di esso deve essere 0,64mg. La forza gravitazionale è mg, quindi la forza normale diretta verso l’alto deve essere 0,36mg. La sezione superiore ed inferiore dell’edificio esercitano forze uguali ma di verso opposto l’una contro l’altra, quindi il carico sulla sezione inferiore dell’edificio risulta essere il 36% del peso del blocco superiore.

Richiamando esplicitamente la Terza Legge di Newton si pone questo risultato sotto un’altra luce. Dal momento che le forze nella loro interazione sono uguali ed opposte, il blocco in caduta esercita una forza uguale a solo il 36% del suo stesso peso contro la sezione inferiore dell’edificio. In altre parole, fin tanto che il blocco in caduta sta accelerando verso il basso noi abbiamo il contro-intuitivo risultato che la forza che esercita sulla sezione sottostante dell’edificio è nettamente minore del suo stesso peso statico.
Risulta difficile immaginare come un blocco superiore che esercita una forza di solo il 36% del suo peso statico possa distruggere sino al terreno la più grande, più resistente e non danneggiata sezione inferiore della torre, dal momento che l’edificio, a qualsiasi altezza, era stato disegnato per sopportare il peso al di sopra di esso di diverse volte. Tenendo conto di un fattore di sicurezza compreso 3 e 5 [12], l’accelerazione osservata implica che quasi il 90% delle resistenza della sezione inferiore dell’edificio deve essere stata eliminata da forze che vanno oltre il supposto “pile driver”, suggerendo che era in atto una sorta di demolizione controllata.

Qualcuno potrebbe dire, in termini di resistenza dei vari elementi, che l’impatto del blocco in caduta potrebbe distruggere la sezione inferiore dell’edificio (anche se questa affermazione è stata dibattuta [13]), ma che non puà distruggerla mantenendo la sua accelerazione verso il basso. Il professor Graeme MacQueen e Tony Szamboti hanno fatto, sul loro giornale, un’osservazione parallela, basata su misurazioni simili: “The missing jolt: A Simple Refutation of the NIST-Bazant Collapse Hypothesis”.[14] Hanno stabilito che qualunque aumento nella forza della sezione inferiore dell’edificio deve essere accompagnata da una diminuizione della quantità di moto del blocco in caduta. Il trasferimento di quantità di moto (cosa che implica una perdita di quantità di moto per il blocco superiore) è ciò che fa innalzare l’impulso. Il blocco in caduta può perdere quantità di moto solamente nella misura in cui decelara. Avrebbe dovuto perciò subire un “sobbalzo” che avremmo potuto vedere nell’analisi video. Ma dal momento che il blocco superiore continua a muoversi verso il basso senza subire decelerazione, è chiaro che non c’è stato nessun “sobbalzo” nonostante la vistosa deformazione dell’edificio nei primi 3 secondi.

Il fatto che il blocco in accelerazione verso il basso eserciterebbe una forza minore del suo stesso peso contro il blocco bersaglio potrebbe risultare intuitivamente difficile da accettare, ma così è perché la nostra esperienza suggerisce che il blocco bersaglio resisterebbe all’urto dello schiacciamento. La testa del martello che velocemente fa penetrare un chiodo dentro un pezzo di legno compatto esercita una forza sul chiodo stesso di molte volte il peso della stessa testa. Ma ciò è vero solo se il chiodo resiste al colpo. La grande forza che fa penetrare il chiodo dentro il legno è contrastata da una forza che simultaneamente fa decelerare la testa del martello, ed è il motivo per cui sono solitamente necessari più colpi. Se, comunque, il chiodo viene posizionato su di un blocco di Styrofoam [pannelli di polistirolo lavorato usati anche per l’isolamento termico, n.d.r] non si creerà una forza resistente significativa all’impulso. Verrà fatto penetrare nel blocco con una forza molto piccola. La testa del martello incontrerà una resistenza talmente piccola che sarà in grado di continuare ad accelerare per l’intero lasso di tempo. Nel caso del WTC 1, il blocco in caduta si comporta come la testa del martello che fa penetrare il chiodo nello Styrofoam, ma, cambiando di un poco il paragone, è l’interfaccia che si trova fra i due blocchi ad essere “soffice”. Qualcos’altro oltre al blocco in caduta (esplosivi?) sta contemporaneamente distruggendo l’integrità strutturale della zona interposta [la superficie fra i due blocchi, n.d.r.] affinchè essa eserciti solamente una piccola parte della resistenza che doveva fornire e per la quale era stata progettata.

Qualcuno in questo caso potrebbe obiettare una eccessiva semplificazione del modello. E’ stato sostenuto che il materiale schiacciato nella zona interposta si sia aggiunto al blocco superiore causando un aumento della massa della sezione superiore durante la sua caduta, generando un effetto valanga. [15] Io sarei propenso a sostenere, visto il fatto che la maggior parte della massa cadde al di fuori della pianta dell’edificio, che questa somma sia stata al massimo parziale, ma proviamo a considerare l’effetto di questa ipotetica aggiunta. La seconda legge di Newton applicata ad un sistema con massa variabile può essere rappresentata da:

Fest + (dp/dt)aggiuntiva = (dp/dt)sistema , (5)


In cui p è la quantità di moto e Fest rappresenta la forza esterna netta che agisce sul sistema. La massa aggiuntiva si trova inizialmente a riposo, quindi non esercita nessuna quantità di moto nel sistema:

(dp/dt)aggiuntiva = 0 . (6)


Dal momento che p = mv possiamo scrivere,

Fest = (dp/dt)sistema =d(mv)/dt= m(dv/dt)+ v(dm/dt) . (7)


Nel nostro caso (considernado di segno positivo la direzione verso il basso),

Fest = mg – N (8)


Dove N è la forza normale, come nella nostra precedente analisi.
Riconoscendo in (dv/dt) semplicemente l’accelerazione a, possiamo scrivere

(mg – N)= ma +v(dm/dt) . (9)


Risolvendo in funzione di N, abbiamo

N=(mg-ma)- v dm/dt . (10)


Si noti che questo è lo stesso risultato ottenuto precedentemente (Eq. [3]) a parte per la forza normale che viene ridotta ancora ulteriormente, dal momento che sia v che dm/dt sono positive.

Perciò, forse contrariamente all’intuizione, qualsiasi materiale aggiuntivo riduce l’effetto del cosiddetto pile driver. Questo risultato può ragionevolmente diventare intuitivo una volta capito che il blocco in caduta deve trasferire parte della sua quantità di moto alla massa aggiuntiva per portarla in velocità.

Sintesi

Il fatto che la linea del tetto della sezione superiore della Torre Nord ha continuato ad accelerare verso il basso attrverso la collisione contro la sezione inferiore dell’edificio indica che la parte superiore non ha potuto comportarsi come pile driver. Per tutto il tempo in cui la linea del tetto stava accelerando verso il basso, il blocco superiore, esecritava una forza minore del proprio peso statico contro la sezione inferiore dell’edificio. Qualsiasi aggiunta di materiale a favore del blocco superiore avrebbe agito da freno inerziale, riducendo la forza d’interazione in misura ancora maggiore. La sezione inferiore, ancora non danneggiata, era stata costruita per sopportare diverse volte il peso del materiale al di sopra, ma sia tenendo in considerazione un fattore di sicurezza sia che non lo si faccia, la ridotta forza esercitata dalla massa in caduta non può essere stata la causa della violenta distruzione dell’edificio vista in numerosi video. La continua accelerazione della sezione superiore dell’edificio è forte conferma che qualche altra fonte di energia è stata usata per rimuovere la struttura al di sotto di essa, permettendo al blocco superiore di cadere contro una resistenza minima.
Dal momento che si è assunto la presenza di un blocco in caduta indistruttibile, con o senza aggiunta [di materiale, n.d.r.], abbiamo dimostrato che, data l’accelerazione osservata, un tale blocco non avrebbe potuto distruggere la sezione inferiore dell’edificio. Quando prestiamo la nostra attenzione alla prova video possiamo notare che anche l’ipotetica esistenza di un blocco superiore persistente è finzione. I video mostrano che la sezione al di sopra della zona d’impatto dell’ aereo è stata la prima sezione a disintegrarsi. E’ stata ridotta nelle dimensioni in modo significativo precedentemente all’inizio della distruzione della sezione inferiore dell’edificio. Una volta che le linea del tetto scompare nella nube di detriti non vi è nessuna ulteriore conferma che sia continuata ad esistere. Che si sia o meno distrutta durante la fase iniziale del crollo rimane un punto di dibattito controverso. Noi abbiamo dimostrato che anche se fosse rimasta intatta [la parte superiore dell’edificio, n.d.r.] , non avrebbe giocato un ruolo significativo nella distruzione dell’edificio. Una piccola parte di una struttura, costituita da pochi piani, non può schiacciare in una caduta una parte inferiore molto più grande della medesima struttura solamente grazie alla forza di gravità.

Ringraziamenti

Vorrei esprimere la mia stima al gruppo di volontari degli Architects & Engineers for 9/11 Truth e altri nella più ampia comunità per la verità sull’11/9 che hanno dato un incoraggiamento e partecipato con discussioni cruciali per questa pubblicazione. Inoltre apprezzo la corrispondenza con Charles M. Beck, che mi ha portato a riflettere sulle implicazioni conseguenti a questa analisi.

Riferimenti

[1] T. W. Eagar and C. Musso, “Why did the World Trade Center collapse? science, engineering, and speculation,” JOM, vol. 53, no. 12, pp. 8-11, 2001. [Online]. Disponibile presso:

http://www.tms.org/pubs/journals/JOM/0112/Eagar/Eagar-0112.html [Accessed Mar 1, 2009]

[2] (2006) Investigazione del NIST sul disastro al World Trade Center l’11 Settembre—Frequently Asked Questions. [Online]. Disponibile presso: http://wtc.nist.gov/pubs/factsheets/faqs_8_2006.htm [Accessed Mar 1,2009]

[3] NIST NCSTAR 1. [Online]. Disponibile presso: http://wtc.nist.gov/NCSTAR1/PDF/NCSTAR%201.pdf
[Accessed Mar 1, 2009]
[4] Z. P. Bazant, “Why did the World Trade Center collapse?” SIAM News, vol. 34, no. 8, pp. 2-6,
2001, (Si segnala che questa pubblicazione è stata presentata il 13 Settembre, due giorni dopo l’11/9). [Online].
Available: http://www-math.mit.edu/~bazant/WTC/ [Accessed Mar 1, 2009]

[5] Z. P. Bazant and Y. Zhou, “Why did the World Trade Center collapse—Simple analysis,” J. Eng.
Mech., vol. 128, no. 1, pp. 2-6, 2002.[Online]. Disponibile presso:
http://www-math.mit.edu/~bazant/WTC/WTC-asce.pdf [Accessed Mar1, 2009]

[6] Z. P. Bazant and M. Verdure, “Mechanics of progressive collapse: Learning from World Trade
Center and building demolitions,” J. Eng. Mech., vol. 133, no. 3, pp. 308-319, 2007. [Online].
Disponibile presso: http://www.civil.northwestern.edu/people/bazant/PDFs/Papers/466.pdf [Accessed Mar 1, 2009]

[7] Bazant, Le, Greening and Benson, Journal of Engineering Mechanics, ASCE, Vol. 134 (2008),
“What Did and Did not Cause Collapse of WTC Twin Towers in New York”
Disponibile presso: http://wtc7lies.googlepages.com/Bazant_WTC_Collapse_What_Did__Did_No.pdf

8] E. Sauret. 11/9: collasso della torre nord (Sauret). [Online]. Disponibile presso:
http://www.youtube.com/watch?v=xGAofwkAOlo [Accessed Mar 1,2009]

[9] D. Brown. Tracker ver 2.53. [Online]. Disponibile presso: http://www.cabrillo.edu/~dbrown/tracker/
[Accessed Mar 1, 2009]

[10] Open Source Physics project, NSF DUE-0442581. [Online]. Disponibile presso:
http://www.compadre.org/osp/ [Accessed Mar 1, 2009]

[11] NIST NCSTAR 1, Figure 2-2. [Online]. Disponibile presso:
http://wtc.nist.gov/NCSTAR1/PDF/NCSTAR%201.pdf [Accessed Mar8, 2009]
[12] T. Szamboti. (2007, May) The sustainability of the controlled demolition hypothesis for the
destruction of the Twin Towers. [Online]. Disponibile presso: http://www.journalof911studies.com/ [Accessed Mar 1, 2009]

[13] G. Ross. (2006, Jun.) Momentum transfer analysis of the collapse of the upper storeys of WTC 1. [Online]. Disponibile presso: http://www.journalof911studies.com/articles/Journal_5_PTransferRoss.pdf
[Accessed Mar 1, 2009]
[14] G. MacQueen and T. Szamboti. (2009, Jan.) The missing jolt: A simple refutation of the NISTBazant collapse hypothesis. [Online]. Disponibile presso:
http://www.journalof911studies.com/volume/2008/TheMissingJolt7.pdf [Accessed Mar 1, 2009]

[15] C. M. Beck. (2007, Nov.) Mathematical models of progressive collapse and the question of how did the World Trade Centers perish. [Online]. Disponibile presso:
http://arxiv.org/PS_cache/physics/pdf/0609/0609105v8.pdf [Accessed Mar 1, 2009]

Traduzione: Teba

Schottolo

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Prova dell’esistenza di esplosivi avanzati nel WTC

Materiale Thermitico Attivo Ritrovato Nella Polvere
Proveniente Dalla Catastrofe Del World Trade Center l’11/9
“, fornisce, molto semplicemente, la prova che sono stati usati esplosivi nella distruzione delle Torri Gemelle.

In particolare, il documento individua positivamente del materiale pirotecnico combinato in maniera avanzata in ciascuno dei diversi campioni di polvere rinvenuti dalla distruzione degli edifici, nella forma di minuscoli frammenti a lato rosso e grigio. Essi condividono una specifica struttura-tridimensionale , una composizione chimica, ed un comportamento d’accensione.

La base e la validità di questa identificazione può essere colta velocemente da chiunque abbia conoscenza della fisica e della chimica.

Ma bisogna essere dei grandi esperti per capire i risultati, valutare e respingere le affermazioni dei “debunker”?

Fortunatamente, la risposta è no. E l’osservazione principale del documento può essere compresa con qualche sforzo da qualsiasi persona intelligente. In questo piccolo riassunto della parte conclusiva mi sono concentrato su tre caratteristiche dei frammenti rosso-grigi, facili da ricordare; caratteristiche che mostrano innegabilmente che i frammenti sono composti da materiale pirotecnico combinato tramite alta-tecnologia.

Tre caratteristiche dei frammenti Rosso-Grigi:

Una porzione della Fig. 2, mostra uno dei frammenti rosso-grigi. “μm” significa milionesimo di metro. La sbarretta che indica “100-μm” è almeno 1/10 di un millimetro — circa la larghezza di un capello.

Le tre caratteristiche dei frammenti rosso-grigi evidenziati quì – struttura fisica, composizione chimica, e comportamento termico stabiliscono chiaramente che essi sono: nano-composti pirotecnici alluminotermici: materiali prodotti in maniera avanzata con una tecnologia che può essere stata inventata solo di recente, come nella metà degli anni 90.

Uno di questi tre elementi, preso da solo, mostra che i frammenti contengono una tipologia di materiale (energetico) che non ha un legittimo posto in un edificio d’uffici.

Almeno due di queste caratteristiche stabilisce che si tratta di materiale pirotecnico avanzato. Questo, combinato con l’abbondanza del materiale; costituente lo 0.05 percento circa della massa di polvere, quindi, forse almeno 10 tonnellate all’interno degli edifici , è con una fonte incompatibile a spiegazioni “banali” e pienamente a supporto con l’osservazione della demolizione controllata.

1. Struttura Fisica

  • La struttura dei frammenti è coerente da un campione all’altro, è chiaramente “innaturale”, ed è un materiale fabbricato.

  • Il lato rosso è un composto fabbricato tramite tecniche di nano-ingegneria , contenente due tipi di “nano-grani”, entrambi altamente coerenti in forma e dimensioni.
Porzione della Fig. 4 e 5: Due immagini scansionate con il microscopio elettronico dei frammenti a doppio strato.
Fig. 9, Visualizzazione altamente ingrandita dello strato rosso. Si nota spesso la particella a strato esagonale, e le piccole e sfaccettate particelle, entrambi in colore più lucente della matrice porosa.

La struttura fisica dei frammenti è visibile tramite un’ispezione visiva al miscriscopio, e più chiaramente con una scansione al microscopio elettronico. Un sottile strato rosso è supportato da un omogeneo strato di materiale grigio. Lo zoom dello strato rosso mostra che è composto da due diversi tipi di particelle; incorporate in un materiale a matrice porosa: lastre sottili sfaccettate a grani e dalla forma tipicamente esagonale.

Tre fatti sulle particelle degli strati rossi:

  • Sono davvero piccole: le “lastre” hanno uno spessore di circa 40 nanometri, ed i grani hanno solo circa 100 nanometri di diametro.

  • Sono altamente uniformi in dimensione e forma.

  • Sono intimamente mescolate in una composizione che è altamente costante per tutto il materiale.

Queste sono tutte caratteristiche di un materiale combinato tramite tecniche di nano-tecnologia . Non è possibile che tale materiale si sia formato come prodotto della distruzione delle Torri Gemelle.

Struttura fisica dei frammenti:

2. Composizione Chimica

  • Gli strati rossi contengono abbondante alluminio, Ferro e Ossigeno, il Ferro è associato all’Ossigeno, e l’Alluminio è principalmente in forma pura ed elementare.

  • I quantitativi relativi di Alluminio, Ferro ed Ossigeno, corrispondono a quelli della formulazione della Thermite più comune: Fe2O3 + 2 Al .

La composizione chimica dei frammenti è stabilita tramite la misurazione dei livelli degli elementi delle parti che lo costituiscono. Utilizzando un microscopio a scansione elettronica equipaggiato con una spettroscopia a raggi x (“X-ray energy-dispersive spectroscopy (XEDS)”), stabilisce che ognuno dei due tipi di particelle contenute nello strato rosso , così come il materiale poroso che li contiene, hanno una specifica composizione elementare.

2 Al + Fe2O3 → Al2O3 + 2 Fe 

Questa è l’equazione chimica del più comune tipo di reazione thermitica: Due atomi di Alluminio reagiscono con una molecola di Ossido di Ferro a formare una molecola di Ossido di Alluminio e due Atomi di Ferro. Poiché l’Alluminio detiene l’Ossigeno più saldamente del Ferro, la reazione rilascia una grande energia — circa tre volte tanto per unità di peso, come quella rilasciata dagli esplosivi convenzionali ad alta energia.


Un collage delle figure. 16, 17, e 18, mostrano, dalla prima all’ultima, lo “spettro” di una porzione ricca di Silicio sulla matrice porosa di colore rosso, regione con il gruppo ricco di sottili lastre di Alluminio, e con un gruppo di grani ricchi di Ferro. L’immersione del campione nel MEK ha rimosso molto del Carbonio e dell’Ossigeno dalla regione ricca di Silicio ed Ossigeno.
  • Le “piastre” sono prevalentemente composte da Alluminio. Poiché gli altri elementi sono presenti in piccolissime quantità, la maggior parte dell’Alluminio deve essere in forma elementare, il cui notevole “appetito” di Ossigeno è fornito da uno strato superficiale di poche molecole di spessore che avvolge ogni particella.

  • I grani sfaccettati sono principalmente composti da Ferro ed Ossigeno, nel rapporto di Fe2O3 in forma di Ossido di Ferro, un composto che reagisce con l’Alluminio con un calore tanto intenso da rilasciare Ferro fuso.

Pertanto, i due tipi di nano-particelle nello strato rosso contengono i due ingredienti della Thermite: Alluminio puro ed ossido di Ferro. Inoltre, la matrice dello strato rosso nella quale sono incorporate in maniera altamente uniforme è composta principalmente da Carbonio, Silicio, ed Ossigeno, simile in composizione alle note varianti della Nano-Thermite, ottimizzate per alte pressioni esplosive.

Sebbene questi elementi , Alluminio, Ferro, Ossigeno e Silicio — fossero tutti materiali abbondantemente presenti nella costruzione delle Torri Gemelle, non è possibile che il prodotto della loro distruzione possa far si che tali si siano tutti “macinati” in polvere ed assemblati finemente in un composto alluminotermico chimicamente ottimizzato.

>> ULTERIORI INVESTIGAZIONI: composizione chimica dei frammenti:

3. Comportamento termico

  • Quando i frammenti vengono riscaldati a circa 430ºC (806ºF), essi producono una reazione chimica fuori controllo che produce temperature di almeno 1535ºC (2795ºF); il punto di fusione del Ferro.

  • I residui prodotti da questa reazione –sfere ricche di Ferro — corrispondono a quelle prodotte dall’innesco dellaThermite commerciale e delle particelle ritrovate nei campioni di polvere del WTC.
Fig. 19 Comparazione delle tracce (DSC) di un frammento di ognuno dei quattro campioni. Anche se la traccia non cattura l’incremento della temperatura una volta che un campione si infiamma, l’area al di sotto di essa approssima la densità energetica dei vari campioni.

Il comportamento termico del frammento viene analizzato utilizzando uno strumento (DSC), che misura il flusso di calore esternamente ed internamente il campione; la sua temperatura è gradualmente aumentata. Quando i campioni arrivano ad una temperatura di circa 430ºC, si infiammano in una reazione di fuga che raggiunge almeno 1535°C. Il fatto che la reazione raggiunga temperature molto elevate è evidente dal residuo della reazione, cioè piccole sfere ricche di Ferro – residui che per creare gocce di metallo fuso hanno chiaramente sperimentato temperature al di sopra del punto di fusione del Ferro, che diventano poi sferiche sotto l’influenza della tensione superficiale .

Le sfere ricche di Ferro formate dal riscaldamento dei vari frammenti corrispondono a quelli ritrovati in abbondanza in tutti i campioni di polvere del WTC studiati, essi sono anche prodotti dalla reazione delle Thermite commerciale, sia nell’aspetto che nelle analisi rivelate dall’analisi “XEDS”.

Fig. 30 mette a confronto le stime di densità energetica di quattro frammenti a quella di altri esplosivi ad alto potenziale e quella della Thermite.

Con la densità energetica si misurano le prestazioni di un esplosivo: la quantità di energia può essere immagazzinato in un determinato peso o volume. Le stime delle densità energetica dei frammenti scaturita nei DSC mostra che essi sono molto simili a quelle degli esplosivi tradizionali ad alto potenziale (tipo la TNT) e della Thermithe convenzionale. Queste stime comprendono il peso del materiale inerte (strato grigio), il che potrebbe spiegare la gamma di densità di energia dei quattro differenti frammenti.

Considerando che l’analisi strutturale e chimica dei vari frammenti mostra che essi sono stati progettati come una sorta di esplosivi, l’analisi termica dimostra che, nonostante la loro forma frammentata e la loro età, sono ancora esplosivi attivi con densità energetica impressionante.

Materiale termitico attivo ritrovato nella polvere del WTC non descrive test che potrebbero indicare la potenza energetica del materiale ritrovato. Il fatto che si infiammi tra i 370ºC ed i 430ºC sembrerebbe indicare una tipologia d’esplosivo “delicato”, dal momento che un incendio d’ufficio può provocare tali temperature. Tuttavia, il materiale potrebbe avere più di una modalità di reazione:

Potrebbe esser stato progettato in modo tale che bruci violentemente come un idrocarburo dopo un graduale riscaldamento da incendio, (tipo l’RDX) un micro-detonatore che crei un forte e localizzato calore (tipo il “Super-Thermite Elettric Matches“,detonatore che resiste a tutto ed è stato pubblicato di recente) potrebbe indurlo ad esplodere con una potente onda d’urto sufficiente a rompere oggetti a diversi metri di distanza.

Sebbene le macerie possano contenere del materiale infiammabile, non è possibile che essi, o materiali residui di questi ultimi, presenti nelle Torri Gemelle o formati dalla distruzione degli edifici possano essere capaci di produrre temperature al di sopra del punto di fusione del Ferro.

>> Lettura ulteriore: comportamento termico dei frammenti:

Conclusioni

Come riassunto semplificato dei risultati del documento “materiali termici attivi rinvenuti nella polvere dalla catastrofe del World Trade Center l’11/9”, nel quale vengono distintivamente mostrati i frammenti rosso-grigi ,constantemente ritrovati nei campioni di polvere dalle Twin Towers distrutte; essi sono chiaramente un materiale pirotecnico fabbricato in maniera avanzata. Non è neanche lontanamente possibile che il materiale si sarebbe potuto formate spontaneamente attraverso qualsiasi processo casuale, come la totale distruzione delle Torri Gemelle. Né è possibile che il materiale fosse presente nelle Torri per qualche “innocente” motivo.

La Torre nord viene consumata da una vasta “eruzione”, una “cascata” di migliaia di “piccole” esplosioni.

I frammenti sono chiaramente il risultato di un materiale pirotecnico inesploso, probabilmente un esplosivo ad alto potenziale che era presente nelle Torri Gemelle in grandi quantità. Ragionevoli stime di volume del materiale, calcolati sulla base di abbondanza dei frammenti rosso-grigi ritrovati, ha fatto supporre che vi fossero ingenti quantità di esplosivo, (tenendo anche conto delle migliaia di tonnellate di polvere presente) . Anche se l’installazione di così tanto materiale richiederebbe notevole logistica e pianificazione non sarebbe necessariamente difficile da nascondere, come dimostra questo ipotetico scenario di demolizione.

La progressiva detonazione di tante tonnellate di materiale energetico potrebbe spiegare le esplosioni a fungo che distruggono sistematicamente ogni torre, da cima a fondo, e il rigore incredibile della distruzione, che ha lasciato l’edificio quasi senza componenti riconoscibili, (oltre che i pesanti rivestimenti e le colonne in acciaio), e nessun frammento rintracciabile di più di 1000 corpi umani.

Schottolo

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