Sommario di Gregg Roberts sulla Nano-Thermite

Aprile 22, 2009
Scienziati trovano residui di esplosivi inesplosi nella polvere del WTC
Gregg Roberts

Frammenti Rosso/Grigi , materiale Termico avanzato sviluppato nei laboratori USA

Berkeley, CA, Aprile 23, 2009— Un team di scenziati che include i luminari sull’11/9, Steven Jones, Kevin Ryan, e sette altri autori da tre paesi, questo mese hanno annunciato la loro tanto attesa pubblicazione, un articolo di 25 pagine: “Materiale Termico Attivo Ritrovato nella polvere della catastrofe del World Trade Center”

Il team ha analizzato i campioni di polvere provenienti da quattro locazioni vicine Ground Zero. Un campione è stato raccolto dieci minuti dopo l’esplosione della Torre Nord, e pertanto non dovrebbe esser stato contaminato dalle particelle degli sforzi di sgombero macerie . Tutti e quattro i campioni contengono gli stessi inusuali e piccoli frammenti Rosso/Grigi, costituenti non solo i componenti convenzionali della Thermite, ma anche: carbonio, silicio, ed altri elementi.

Gli ingredienti sono stati trovati tutti in forma ultra-fina, che quando la miscela si accende accellera la reazione termica. Mentre la Thermite normale è considerata un “incendiario”, brucia velocemente e scalda l’acciaio alla temperatura di 2500c° , le cosiddette “nano-thermite” o “super-thermite” sono misture che possono esplodere

come orgogliosamente osservato nel bando di Los Alamos, annuncio a sinistra (clicca per saperne di più).

Secondo l’autore; Niels Harrit, un professore di chimica presso l’Università di Copenaghen, “Questi nuovi risultati confermano ed estendono i ritrovamenti precedenti di microsfere ricche di ferro, fuse in precedenza nella polvere del World Trade Center. Essi forniscono solide prove forensi che la spiegazione ufficiale sulla distruzione del WTC è sbagliata. Incendi d’ufficio e carburante d’aereo non possono produrre queste, altamente ingegnerizzate e pericolose particelle.”

Insieme a quel che abbiamo detto, tutte le altre anomalie e contraddizioni, queste nuove scoperte sostengono ulteriormente il movimento internazionale, chiedendo una nuova e legittima indagine sul disastro dell’11/9. Essi hanno inoltre gettato nuova luce sulle dichiarazioni dei funzionari del “National Institute of Standards and Technology” (NIST), che negano la presenza di alcuna prova di esplosivi al WTC. I risultati sottolineano l’assenza dalle loro relazioni di qualsiasi menzione del metallo fuso, impresso sui video, che scorre fuori dalla Torre Sud prima del crollo, visto tra le macerie da decine di persone, corroborati dalle “zone calde” nelle immagini termiche NASA di Ground Zero.

 

Ciò alla quale molti attivisti sull’11/9 non sono a conoscenza, è che alcuni degli stessi ingegneri del NIST, che hanno scritto la loro relazione, hanno rilasciato la falsa negazione sul fatto di aver effettivamente lavorato sulla nanothermite.

Anche prima che le evidenze nella polvere venissero alla luce; la visibile velocità, la simmetria, l’esplosività e la completezza della distruzione sottolineano fortemente la presenza di esplosivi. Come possono gli ingegneri del NIST, aver escluso la demolizione controllata senza nemmeno discuterla nel loro rapporto di più di 10.000 pagine? Forse per le stesse ragioni hanno escluso la considerazione delle prove chiave fin dall’inizio:

“Per brevità, in questo rapporto, questa sequenza [di eventi analizzati] viene indicata come la sequenza di “probabile collasso”, anche se in realtà non include il comportamento strutturale della torre dopo che le condizioni di inizio crollo sono state raggiunte…

(NIST, 2005, p. 82, fn. 13; http://wtc.nist.gov/; guarda anche http://911research.wtc7.net/essays/nist/)

Per le versioni popolari della scienza dietro lo studio,—e come essa sopporta le critiche—, si veda la raccolta di saggi in evidenza sulla home page di, 9-11 Research.

L’”Open Chemical Physics Journal”, parte del gruppo della “Bentham Open” di riviste revisionate, lodate da diversi premi Nobel, rendono tutti i loro articoli on-line, disponibili gratuitamente. Un’altro “Bentham Open journal”, l’”Open Civil Engineering Journal”, ha in precedenza pubblicato un articolo redatto da alcuni degli stessi autori, Quattordici Punti in accordo con le relazioni ufficiali del governo, sulla distruzione del World Trade Center.

Vedi anche: http://11settembrenews.blogspot.com/2009/04/termite-attiva-scoperta-tra-i-resti.html

Schottolo

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